Nel cuore della tradizione culinaria mediterranea, i calamari in umido rappresentano un piatto che racconta storie di mare e di famiglia. Questa preparazione, diffusa lungo tutte le coste italiane, trasforma un mollusco umile in una pietanza ricca e saporita, capace di conquistare anche i palati più esigenti. Il segreto risiede nella cottura lenta, che permette ai calamari di diventare morbidi come burro, mentre il sugo di pomodoro si arricchisce dei profumi del mare. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella realizzazione di questa ricetta classica, condividendo con voi tutti i trucchi che ho imparato in anni di esperienza. Non serve essere chef professionisti: con pazienza e gli ingredienti giusti, porterete in tavola un piatto degno di un ristorante stellato. I calamari in umido si prestano perfettamente sia come secondo piatto che come condimento per la pasta, offrendo una versatilità che li rende ideali per ogni occasione.
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facile
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dei calamari
Sciacquate accuratamente i calamari sotto acqua corrente fredda, anche se sono già puliti. Tagliate i corpi dei calamari ad anelli di circa 1 centimetro di spessore, mentre i tentacoli potete lasciarli interi se sono piccoli, oppure dividerli a metà se sono più grandi. Questa operazione è fondamentale perché anelli uniformi garantiscono una cottura omogenea. Asciugate bene i calamari con carta da cucina: l’umidità in eccesso impedirebbe una buona rosolatura iniziale. Tenete da parte i calamari preparati mentre vi occupate del soffritto.
2. Preparazione del soffritto aromatico
Sbucciate gli spicchi d’aglio e schiacciateli leggermente con il lato piatto del coltello: questo gesto libera gli oli essenziali senza che l’aglio si bruci durante la cottura. In una casseruola larga, versate l’olio extravergine di oliva e fatelo scaldare a fuoco medio. Aggiungete l’aglio schiacciato e il peperoncino secco spezzettato. Fate rosolare per circa 2 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando l’aglio diventa dorato e profumato. Attenzione a non bruciarlo: se diventa scuro, acquisterebbe un sapore amaro che rovinerebbe tutto il piatto.
3. Rosolatura dei calamari
Aumentate leggermente il fuoco e aggiungete i calamari nella casseruola. Mescolate energicamente per 2-3 minuti: sentirete il caratteristico sfrigolio e vedrete i calamari che si restringono leggermente. Questa fase, chiamata rosolatura, serve a sigillare le proteine esterne e a conferire sapore. I calamari rilasceranno un po’ di liquido: lasciate che evapori completamente prima di procedere al passaggio successivo. Non abbiate fretta, la pazienza è la chiave del successo.
4. Sfumatura con il vino bianco
Quando i calamari sono ben rosolati e il liquido è evaporato, versate il vino bianco. Alzate la fiamma al massimo e lasciate sfumare ovvero fate evaporare la parte alcolica del vino per circa 3-4 minuti, mescolando di tanto in tanto. Il vino bianco aggiunge acidità e profondità al piatto, bilanciando la dolcezza del pomodoro che aggiungerete dopo. Quando l’alcol è evaporato, sentirete che l’odore pungente è scomparso.
5. Aggiunta del pomodoro
Versate i pomodori pelati nella casseruola, schiacciandoli grossolanamente con una forchetta direttamente nel tegame. Se preferite una consistenza più liscia, potete frullarli prima in un mixer. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Aggiungete un pizzico di sale e di pepe nero macinato al momento. Portate il sugo a bollore, poi abbassate la fiamma al minimo e coprite con il coperchio leggermente socchiuso: questo permetterà al vapore di uscire senza far asciugare troppo il sugo.
6. Cottura lenta e perfetta
Lasciate cuocere i calamari in umido per circa 40-45 minuti a fuoco molto dolce. Mescolate ogni 10 minuti per evitare che il sugo si attacchi sul fondo. Durante la cottura, il sugo si addenserà e i calamari diventeranno sempre più teneri. Se il sugo si asciuga troppo, aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda. La cottura lenta è il segreto per ottenere calamari morbidissimi: una cottura veloce li renderebbe gommosi e difficili da masticare. Assaggiate per verificare la consistenza: devono sciogliersi in bocca.
7. Rifinitura finale
Quando i calamari sono cotti, togliete gli spicchi d’aglio e il peperoncino se preferite un piatto meno rustico. Aggiungete il prezzemolo tritato fresco e mescolate delicatamente. Assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale. Lasciate riposare i calamari per 5 minuti prima di servire: questo tempo permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente. Il piatto può essere servito caldo, ma molti sostengono che sia ancora più buono il giorno dopo, quando i sapori si sono completamente integrati.
Il trucco dello chef
Per verificare se i calamari sono freschi prima dell’acquisto, controllate che abbiano un colore bianco-rosato uniforme e un odore delicato di mare, mai ammoniacale. Un trucco dei pescatori è aggiungere un tappo di sughero durante la cottura: sembra una leggenda, ma molti chef giurano che renda i calamari più teneri. Se volete un sugo più ricco, potete aggiungere olive nere denocciolate negli ultimi 10 minuti di cottura. Per una versione più piccante, aumentate la quantità di peperoncino o aggiungete un cucchiaino di pasta di peperoncino calabrese. I calamari in umido si conservano in frigorifero per 2-3 giorni in un contenitore ermetico e possono essere congelati per un mese.
Abbinamenti enologici mediterranei
I calamari in umido richiedono un vino bianco fresco e sapido che possa bilanciare la ricchezza del sugo di pomodoro senza sovrastare i delicati sapori del mare. Un Vermentino di Sardegna è la scelta ideale: la sua mineralità e le note agrumate si sposano perfettamente con i molluschi. Altrettanto valido è un Greco di Tufo campano, con la sua struttura e freschezza. Per chi preferisce i rosati, un Cerasuolo d’Abruzzo giovane offre un compromesso interessante, con tannini leggeri che non appesantiscono. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
Informazione in più
I calamari in umido sono un piatto profondamente radicato nella cultura gastronomica delle regioni costiere italiane, con varianti che vanno dalla Liguria alla Sicilia. In Campania, questa preparazione è conosciuta come totani ‘mbuttunati e spesso include olive e capperi. La tradizione napoletana vuole che il piatto venga servito il venerdì, giorno di magro secondo la tradizione cattolica. In Puglia, si aggiungono spesso patate tagliate a cubetti che assorbono il sugo saporito. La ricetta ha origini antiche: già i Romani apprezzavano i molluschi cotti in salse a base di garum e pomodori selvatici. Con l’arrivo del pomodoro dalle Americhe nel XVI secolo, la ricetta si è evoluta nella forma che conosciamo oggi. I calamari sono anche un’ottima fonte di proteine magre, vitamina B12 e selenio, rendendoli non solo deliziosi ma anche nutrienti.



